Manco fosse una minaccia nucleare

Sul referendum della giustizia anno 2026.

Manco fosse una minaccia nucleare.

Le controverse discussioni che accompagnano la vita pubblica ITALIANA delle ultime settimane in merito al REFERENDUM finalmente stanno per giungere al termine. Alleluia!

I forzisti della democrazia da tutelare a tutti i costi potrebbero etichettare le mie lucubrazioni persino come antisemite.

Perché? Perché  metto in discussione un fatto importante, uno spartiacque che rischia di segnare la fine della costituzione e l'inizio dell"autarchia. Bah!  Io mi indegno del teatrino, dei palchi e delle passerelle, della dialettica sprecata, dell'uso della lingua e della parola in modo sprezzante, quel modo che toglie senso alle cose e lo da alla retorica.

Mi spiace arrivare al punto di "bannare" dal mio spoiler system persino Conte che ho tanto apprezzato in passato. Neanche per i contenuti (da ricercare con attenzione) ma per il fianco prestato al main stream su un tema, un riforma che non muove una virgola, muove solo una montagna di soldi pubblici sprecati, bruciati nell'inceneritore.

Nell'agone politico il vantaggio della nuova sinistra è  riuscire a lanciare i petardi nell'arena della vecchia destra,  lasciando il centro disorientato, il che è  tutto dire.

Nel merito dovessi votare, voterei SI senza scandalo, solo dopo aver valutato che la bilancia pende dal lato dei pro, in termini funzionali/organizzativi delle "strutture" preposte al funzionamento (per così  dire) della giustizia. Per me è  solo una scelta "gestionale", di come devono funzionare taluni aspetti, non una scelta ideologica ne di vitale importanza.



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